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In caso di hacking: le parole giuste per raccontare un attacco informatico

01 ottobre 2021 | 12.00 – 14.00 | Complesso San Paolo, Sala del Canale

Workshop con Raffaele Angius e Philip Di Salvo. Valevole per la formazione continua ODG

I temi relativi all’hacking e alla sicurezza informatica sono sempre più presenti nella copertura giornalistica internazionale e nazionale.

Data breach, attacchi informatici e leak, infatti, possono coinvolgere organizzazioni di vario tipo, dalle grandi corporation a realtà locali e persino regionali.

Coprire questi temi e raccontarli richiede competenza tecniche e una conoscenza specialistica del settore, al fine di evitare facili sensazionalismi ed errori grossolani: non tutti gli attacchi informatici sono uguali e, sopratutto, non tutti i data breach sono opera di hacker.

In questo workshop si offrirà una panoramica introduttiva del settore, mostrano esempi sugli scenari più frequenti, evidenziando le differenze tra gli attori coinvolti e alcune specifiche tecniche, a partire da alcuni casi di cronaca recenti.

Seminario valido ai fini della formazione continua dell’Ordine dei Giornalisti. È necessario registrarsi su piattaforma Sigef e presentarsi con 30 minuti di anticipo rispetto all’orario previsto. In caso di posti non prenotati tramite SIGEF, sarà possibile accedere all’incontro anche per i non iscritti all’Ordine dei giornalisti presentandosi all’ingresso prima dell’inizio dell’evento.

I relatori

Raffaele Angius
Giornalista freelance per Wired, IrpiMedia e Indip, Raffaele Angius è specializzato nell’impiego di strumenti informatici per la protezione delle fonti e delle telecomunicazioni. Nel 2016 ha realizzato per l’Espresso RegeniLeaks, piattaforma dedicata alla raccolta di informazioni sulle violazioni dei diritti umani in Egitto e sull’omicidio di Giulio Regeni. Da allora si occupa di progetti per la raccolta di segnalazioni anonime su corruzione e criminalità organizzata tra i quali WiredLeaks, strumento informatico che mette in contatto in modo sicuro i whistleblower e i giornalisti di Wired. Come giornalista si occupa principalmente di inchieste su crimini informatici, diritti umani digitali e sorveglianza di Stato. 

Philip Di Salvo
Philip Di Salvo è un ricercatore post-doc presso l’Istituto di media e giornalismo dell’Università della Svizzera italiana (USI) di Lugano. Al momento, è Visiting Fellow presso il Department of Media and Communications della London School of Economics and Political Science (LSE). Philip svolge attività di ricerca sul whistleblowing, il giornalismo investigativo, la sorveglianza di Internet e le relazioni tra giornalismo e hacking. All’Usi insegna giornalismo sia a livello bachelor che master. Nel 2018, Philip ha ottenuto un dottorato di ricerca in scienze della comunicazione dall’Usi di Lugano con un tesi sull’adozione delle piattaforme online per il whistleblowing nel giornalismo. Dal 2018, Philip insegna anche presso Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Come giornalista freelance, Philip scrive per Wired, Motherboard/Vice, Esquire e altre testate, trattando gli impatti sociali della tecnologia. Philip è autore di due libri: “Leaks. Whistleblowing e hacking nell’età senza segreti” (LUISS University Press, Rome, 2019) e “Digital Whistleblowing Platforms in Journalism. Encrypting Leaks” (Palgrave Macmillan, London, 2020).