Investigative Medium

Riservata a inchieste, edite o inedite, della durata massima di 30 minuti. La scelta di fonti originali e il metodo investigativo usato dagli autori devono far emergere elementi  di novità rispetto al tema trattato.

India: The Child Sex Highway

Drew Ambrose, Ashish Malhotra | Al Jazeera

Una nota autostrada nello stato indiano del Madhya Pradesh è il luogo in cui ha preso piede un business scioccante. Qui, ragazze di 10 anni vengono obbligate a lavorare come prostitute: sono le famiglie stesse a venderle ai camionisti di passaggio. Molti uomini della tribù Bachara incolpano la discriminazione, che gli impedirebbe di trovare lavoro: di conseguenza, per sostenere le proprie famiglie,  generazioni di ragazze vengono costrette a prostituirsi.

“Questa pratica è uno stupro seriale. Queste bambine vengono violentate 10 o 12 volte al giorno”, spiega Asheif Shaikh, il fondatore di una ONG locale che libera queste ragazze da quello che egli definisce “schiavitù sessuale”. In questa inchiesta esclusiva, il programma 101 di Al Jazeera ci porta nei villaggi indiani dove i genitori vendono le proprie figlie per sesso.

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Off the Grid – Beaten By the Border

Iolo Ap Dafydd, Alexandra Pauliat | TRT World

Il confine tra Bosnia e Croazia sembra un paradiso tranquillo. Ma migliaia di migranti vi si recano per provare a raggiungere illegalmente l’Europa. Lo chiamano “il gioco”, perché quando falliscono devono ricominciare da capo. La polizia croata è accusata di respingere le persone con violenza. Siamo andati a indagare cosa sta succedendo da entrambi i lati del confine.

Abbiamo parlato con diversi migranti, che ci hanno detto di essere stati respinti innumerevoli volte. Alcuni affermano spesso di essere stati picchiati, un’accusa confermata dai medici al lavoro negli ospedali vicini al confine. Un viaggio, durato settimane, lungo il confine della vergogna europea.

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Ōkunoshima: Japan’s Poison

Fritz Schumann

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’isola di Ōkunoshima, vicina a Hiroshima, è stata la più grande fabbrica di gas tossico dell’Asia. Produceva principalmente iprite – di cui un grammo può essere letale, e dieci tonnellate sono in grado di sterminare la popolazione di Tokyo. Tra il 1929 e il 1944, Ōkunoshima ha prodotto circa 9000 tonnellate di armi chimiche. Oggi, però, Ōkunoshima è conosciuta in tutto il mondo con il nome di “isola dei conigli”: ogni anno circa un milione di turisti viene per vedere i 700 conigli saltellanti che la popolano.

Un hotel e un campo da tennis distraggono i visitatori dalla cruda realtà. Ancora oggi il Giappone nega di aver usato gas tossici durante la guerra. Questo documentario, però, mostra un soldato di 101 anni che ammette di aver usato il gas in Cina, e un ex lavoratore della fabbrica che produceva iprite. La maggior parte dei giapponesi non sono a conoscenza di questa oscura vicenda, nel silenzio dei media: il film esplora un capitolo ancora sconosciuto della Seconda Guerra Mondiale. 

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Sudan’s Livestream Massacre

B. Strick, S. Vanhooymissen, T. Flannery, B. Hill, D. Adamson | BBC Africa Eye

Il 3 giugno 2019 ci fu un massacro nelle strade di Khartum. Protestanti pacifici vennero colpiti con proiettili di fucile. Medici furono aggrediti all’interno dei loro ospedali. I loro corpi vennero gettati nel Nilo, alcuni con blocchi di cemento legati ai piedi. I governatori militari sudanesi si sono assicurati che nessuna telecamera dei notiziari televisivi si trovasse in Khartum, per evitare che quella violenza fosse filmata. Ma non hanno potuto fermare decine di giovani sudanesi, che hanno documentato l’attacco con i loro telefoni cellulari. Quei video – più di 400 in tutto – sono la base di ‘Sudan’s Livestream Massacre’, realizzato da BBC Africa Eye.

Verificando ognuno di questi video, e individuando con esattezza dove e quando fossero stati girati, siamo riusciti a creare un resoconto preciso del massacro di Khartum, strada per strada, minuto per minuto. Visto e condiviso da milioni di giovani sudanesi sui social, questo documentario ha costretto le autorità sudanesi a rendere conto della violenza di quel giorno, ed è diventato la prova determinante nel racconto degli eventi di quel 3 giugno.

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