DIG Awards 2021

Finalisti: Investigative Medium

Riservata a inchieste, edite o inedite, della durata massima di 30 minuti. La scelta di fonti originali e il metodo investigativo usato dagli autori devono far emergere elementi di novità rispetto al tema trattato.

The Riviera Maya Gang: Cash, Crime, Killing

OCCRP | Messico/Romania/Indonesia 2020 | 30′

Questo film è un viaggio che, raccontando la storia di uno sportello bancomat, conduce in un mondo di frodi, omicidi e crimine organizzato, gestito dalla Riviera Maya Gang. Il gruppo criminale era una delle più grandi organizzazioni dedite alla clonazione di carte bancarie nel mondo e si stima che abbia guadagnato circa un miliardo di dollari dalla manomissione di sportelli bancari in tutto il Messico. Questo progetto è stato coordinato da OCCRP in collaborazione con Quinto Elemento Lab, Mexicanos Contra la Corrupción y la Impunidad e RISE Project. Il film è stato prodotto in inglese, spagnolo, rumeno e indonesiano. I cittadini messicani dovevano essere messi al corrente di ciò che stava accadendo nel loro paese, mentre i cittadini rumeni di quali crimini si fossero macchiati i loro connazionali fuori dai confini europei. E soprattutto era necessario che il pubblico internazionale comprendesse la vera natura del crimine organizzato globale.

Lagos Inferno

BBC Africa Eye | Regno Unito/Nigeria 2020 | 17′

Nel marzo del 2020, un esplosione a Lagos in Nigeria ha sconvolto il quartiere di Abule Ado, uccidendo 23 persone e radendo al suolo un collegio femminile. Tutta la zona era attraversata da un oleodotto gestito dall’azienda petrolifera statale nigeriana NNPC. Basata su prove pubbliche, questa inchiesta dimostra come lo scarico di responsabilità della NNPC fosse una farsa. Il film svela la vera causa dell’esplosione e denuncia la noncuranza e la negligenza che hanno permesso che tutto ciò accadesse. Per raccogliere le prove, i giornalisti si sono serviti di metodi di indagine open, creando un modello geospaziale tridimensionale su cui sono stati mappati video realizzati con smartphone, testimonianze oculari, fotografie stradali e immagini satellitari. “Lagos Inferno” è stato realizzato da un team di giornalisti nigeriani, venezuelani, francesi e britannici.

The Shameful Mistake

Le Monde | Francia 2021 | 24′

Questo documentario racconta come il 25 giugno 2013 una donna maliana di 52 anni, Fatouma Kebe, ha perso un occhio per mano della polizia francese dopo il brutale arresto dei suoi due figli. Nessuno dei suoi figli, però, era la persona che gli agenti stavano cercando. Nel 2020, il tribunale competente ha riconosciuto un uso eccessivo della forza da parte degli agenti, ma li ha scagionati da tutte le accuse. Responsabili, ma non colpevoli. Quel giorno a Villemomble, un sobborgo parigino, sei telecamere hanno però ripreso gli eventi. Un nuovo esame delle prove, con l’ausilio della modellazione tridimensionale, mostra come i metodi usati dalla polizia abbiano messo a repentaglio la sicurezza della famiglia Kebe, senza alcuna giustificazione. La ricostruzione inclusa in questo documentario rivela anche le dichiarazioni false fatte degli agenti durante le udienze in tribunale e gli errori nelle indagini. “Senza questi video, a quest’ora saremmo in carcere…”, ha dichiarato Makan Kebe, figlio di Fatouma.

Sudan’s Soldiers of Misfortune

TRT World | Turchia 2020 | 26′

Il Darfur è una regione instabile, ancora ferita dal genocidio. Molte persone, in cerca di un futuro migliore e altrove, finiscono però sui campi di battaglia in Libia. Questo film documenta l’esistenza di diverse reti di reclutamento spietate e racconta le storie di chi, finito in Libia in fuga dal Darfur, ha tentato la fuga per non trovarsi coinvolto in un conflitto per loro estraneo. Il documentario, in particolare, racconta la storia di Abdelrazak, rapito e venduto alle milizie libiche che lo hanno costretto a combattere a fianco delle truppe di Haftar mentre cercavano di impossessarsi della capitale Tripoli, e di Ayman, atterrato nel deserto libico per ricevere tre mesi di intenso addestramento militare.

Beirut: The making of a time bomb

France Télévisions | Francia 2020 | 27′

Questo documentario racconta l’esplosione che, il 4 agosto 2020, ha distrutto il porto di Beirut. A causare la deflagrazione fu un incendio in un magazzino dove 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, un materiale altamente esplosivo, giacevano da anni senza alcun controllo. I giornalisti di Envoyé Spécial Pierre Monégier, Tristan Waleckx e Marie Jo Sader hanno indagato sulle responsabilità dietro all’esplosione, ottenendo accesso a foto esclusive e a documenti che provano di come tutte le autorità libanesi – inclusi Presidente e Primo Ministro – fossero stati avvertiti del pericolo. Nel film viene anche intervistato il capitano della nave che trasportò il letale carico dalla Georgia al porto Beirut, conosciuto ricettacolo di corruzione e malaffare, mettendo in luce come l’avidità dei responsabili abbia portato alla creazione di una bomba a orologeria.