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DIG FESTIVAL XI

TARGETS

Dal 24 al 28 settembre 2025, Modena ha accolto l’undicesima edizione del DIG Festival, confermandosi snodo vitale del giornalismo investigativo europeo.

Con oltre cento eventi diffusi in cinque giorni, la città si è trasformata in un  aboratorio vivo di inchieste, storie, visioni e confronti. Il titolo scelto quest’anno, Targets, ha fatto da bussola: un riferimento diretto e drammatico a chi, in ogni parte del mondo, è diventato bersaglio per aver raccontato la verità. Gaza, due anni dopo il 7 ottobre 2023, è tornata al centro del dibattito, tra testimonianze e dati che parlano di un massacro sistematico di giornalisti. 

«Al ritmo attuale, presto non ci sarà più nessuno a tenerci informati», ha ricordato il panel richiamante le denunce di Reporter Senza Frontiere e Avaaz sul numero di giornalisti uccisi. In questo contesto, DIG ha riaffermato la sua funzione: un presidio culturale che non teme la complessità. Il programma ha intrecciato cinema, talk, lezioni pubbliche, concerti, mostre e momenti formativi, portando a Modena 113 ospiti, di cui oltre la metà donne.

L’edizione 2025 di DIG Festival ha avuto, per la prima volta, due Watchdog: uno realizzato dall’artista tedesco ATAK, l’altro dall’italiano DEM. 

Il watchdog realizzato per DIG da DEM.

Il watchdog realizzato per DIG da ATAK.

Civili, giornalisti e operatori sanitari; case, scuole, ospedali e quartieri residenziali: da mesi sono tutti targets. Due anni dopo il 7 ottobre 2023, Gaza è ancora il luogo in cui i giornalisti fanno testamento. Come hanno scritto Reporter senza frontiere e Avaaz, al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenerci informati. Dig dedica questa edizione a chi è sotto attacco perché documenta e denuncia, in Palestina e nel resto del mondo, a tutti i giornalisti e le giornaliste che sono stati trasformati in bersagli per aver rifiutato di piegare la testa. Il potere preferisce persone vili, docili e asservite, ma è il loro coraggio che tiene vivo ciò che resta della nostra umanità e della nostra democrazia.

Puoi consultare o scaricare il pdf del programma integrale di questa edizione di DIG Festival cliccando su questo link.

MODENA, 24 - 28 SET 2025

RIVIVI QUESTA EDIZIONE

FRAMMENTI DI DIG 2025

Fotografie di Barbara Pasquariello e Carlo Sgarzi.

I DIG AWARDS 2025

✩ Investigative Long

SURVIVING SYRIA’S PRISONS

✩ Reportage Long

HAITI: THE IRON GRIP OF THE GANGS

✩ Investigative Medium 

THE MINISTER’S MILLIONS

✩ Reportage Medium

TIGRAY: RAPE AS A WEAPON

✩ Short

INDIA’S OPIOID KINGS

✩ Podcast

BURIED: THE LAST WITNESS

✩ Pitch «Matteo Scanni»

A NEWBORN

✩ Watchdog Award

WATCHDOG PALESTINESI A GAZA

Scopri tutti i finalisti e le motivazioni

La categoria è riservata a inchieste video della durata minima di 40 minuti. Gli autori dovranno utilizzare fonti originali e tecniche investigative per far emergere elementi di novità rispetto al tema trattato.



I FINALISTI

«Deserted. Europe’s Deadly Migration Policy»
Philipp Grüll, Erik Häußler
Das Erste, ARD
Germania | 2024 | 52′

«Gaza»
Al Jazeera I-Unit
UK | 2024 | 81’

«Surviving Syria’s Prisons»
Sasha Joelle Achilli, Sara Obeidat
BBC Two, PBS Frontline
UK | 2025 | 74′

«The Lundin Case. Silence Every Witness»
Carolina Jemsby, Anna Roxvall
TV4 Sweden
Sud Sudan, Svezia, Uganda | 2025 | 89′

«The Night Won’t End»
Kavitha Chekuru
Al Jazeera English
UK | 2024 | 79′



✪ Vincitore: «Surviving Syria’s Prisons»

«Surviving Syria’s Prisons è un film importante e attuale che utilizza le testimonianze come metodo investigativo per raccogliere prove fondamentali. Le filmmaker hanno ottenuto un accesso straordinario e hanno condotto le interviste con sensibilità e professionalità, affrontando il tema con sincero interesse. Non si sono tirate indietro dal parlare direttamente con i torturatori, i principali colpevoli, nella loro tenace ricerca di responsabilità e giustizia.»

La categoria è riservata a reportage video della durata minima di 40 minuti. Gli autori dovranno analizzare e raccontare tematiche di rilevanza sociale utilizzando punti di vista e tagli giornalistici originali.



I FINALISTI

«Antidote»
James Jones
Impact Partners, Submarine, Passion Pictures, Bellingcat
Austria, Russia, Ucraina, UK, USA | 2025 | 89’

«Green is the New Red»
Anna Recalde Miranda
Mammut Films, Reservoir Docs, Lardux Films
Francia, Italia, Paraguay, Svezia | 2025 | 105’

«Haiti: the Iron Grip of the Gangs»
Catherine Norris Trent, Roméo Langlois
France24
Haiti | 2024 | 52’

«In the Belly of AI»
Henry Poulain
FranceTV
Francia | 2024 | 73’

«War on Women»
Cyril Denvers
FranceTV
USA, Francia | 2024 | 57’



✪ Vincitore: «Haiti: the Iron Grip of the Gangs»

«Il giornalismo è, prima di tutto, essere presenti sul campo. Ma questo non può mai essere dato per scontato: richiede coraggio, preparazione e la capacità di muoversi, sapendo che non tutti i luoghi offrono le stesse condizioni di sicurezza. Oggi, Haiti è uno dei posti più complessi e pericolosi in cui fare giornalismo. Haiti: The Iron Grip of the Gangs racconta in modo potente questa realtà, rivelando un Paese in cui la violenza è ormai endemica, l’impunità regna e le gang limitano la libertà di movimento e la speranza per il futuro. È un film che riflette non solo la brutalità della situazione haitiana, ma anche la resistenza del giornalismo di fronte ai contesti più estremi.»

La categoria è riservata a reportage video, editi o inediti, della durata compresa tra 15 e 40 minuti. Gli autori dovranno analizzare e raccontare tematiche di rilevanza sociale utilizzando punti di vista e tagli giornalistici originali.


 
I FINALISTI

«Blood Parliament»
Bertram Hill, Peter Murimi
BBC News Africa, BBC Africa Eye
Kenya | 2025 | 37’

«Dirty Money, Cartels and Underground Banks»
Ben Marino
Financial Times Film
Italia, USA, UK | 2024 | 39’

«The Chilling Story of Serbia’s Human Slaughterhouse»
Matt Sarnecki
OCCRP
Serbia | 2024 | 16’

«The Minister’s Millions»
Al Jazeera I-Unit
UK, Qatar | 2024 | 25’

«The Rare but Debilitating Side Effects of Finasteride for Hair Loss»
Judith Plamondon
CBC/Radio-Canada
Canada, Francia, Italia | 2025 | 39’



✪ Vincitore: «The Minister’s Millions»

«Un’impressionante inchiesta che svela come un ministro del governo del Bangladesh, con uno stipendio pubblico da 12mila dollari al mese, sia riuscito ad acquistare illegalmente oltre 600 proprietà di lusso in cinque città del mondo. L’uso di tecniche giornalistiche sotto copertura offre uno sguardo unico sulle proprietà del ministro, incluso uno straordinario tour guidato della sua casa londinese da 14 milioni di dollari, mettendo a nudo l’intera rete che rende possibile questa corruzione. The Minister’s Millions è un esempio di giornalismo responsabile e ambizioso che ha avuto un impatto immediato.»

Categoria riservata a reportage video, editi o inediti, della durata massima di 30 minuti. Gli autori dovranno analizzare tematiche di rilevanza sociale utilizzando punti di vista e tagli giornalistici originali.



I FINALISTI

«Gaza. Cessate il Fuoco»
Chiara Avesani, Paola Vecchia
RAI
Italia, Palestina | 2025 | 40’

«Hong Kong: Law and Order»
Autori
Keyi Productions, Arte G.E.I.E, France24
Hong Kong, Francia | 2024 | 25’

«Myanmar. A Country in Ruins»
Antoine Védeilhé
Decoupages, ARTE Reportage
Myanmar | 2025 | 25’

«Storms to Survive in America»
Mélissa Godin
Indipendente, Al Jazeera
USA | 2025 | 25’

«Tigray: Rape as a Weapon»
Marianne Getti, Agnès Nabat
Indipendente, ARTE Reportage
Etiopia, Francia | 2025 | 37’



✪ Vincitore: «Tigray: Rape as a Weapon»

«Un ritratto potente e sensibile di un crimine di guerra quasi impossibile da documentare: lo stupro come arma. Nel film, le storie delle sopravvissute sono raccontate con intimità e grazie a un accesso straordinario. Il film dà voce alle vittime e mette a nudo il trauma che hanno dovuto subire, mentre i responsabili delle violenze restano impuniti. Un atto d’accusa sconvolgente, necessario e urgente.»

 

La categoria è riservata a inchieste e reportage video, editi e inediti, della durata massima di 15 minuti.



I FINALISTI

«24 Hours in Gaza»
Al Jazeera Arabic
Qatar, Palestina | 2025 | 10’

«How 4 days of revenge took over Syria»
Suzanne Vanhooymissen
Center for Information Resiliance, Syrian Archive
UK | 2025 | 14’

«India’s Opioid Kings»
Richard Wyllie, Stephanie Stafford
BBC Africa Eye, BBC News
India, Ghana | 2025 | 14’

«Songs from Inside»
Majed Neisi, Emma Ailes
BBC Eye Investigations
Iran, UK | 2024 | 14’

«The Ransom of War»
Sophie Nivelle-Cardinale
ARTE
Francia, Palestina | 2025 | 12’



✪ Vincitore: «India’s Opioid Kings»

«Un pezzo di acuto giornalismo investigativo che arriva al cuore di un problema di salute pubblica in Africa, dove i quartieri poveri della Nigeria e del Ghana sono stati invasi dal Tramadol, un oppioide sintetico capace di creare una grave dipendenza, prodotto legalmente come medicinale da un’azienda farmaceutica in India. I proprietari, mentre guadagnano milioni, stanno causando la miseria di centinaia di persone. Negli Stati Uniti una pandemia di fentanyl, un altro oppioide sintetico che negli ultimi quattro anni ha causato la morte di oltre 300mila persone, ha avuto origine anch’essa dal lavoro di una grande azienda farmaceutica. Questo pezzo di giornalismo investigativo rappresenta un potente contributo alla salute pubblica, e lancia l’allarme su una crisi che potrebbe esplodere senza alcun controllo.»

 

La categoria di concorso è riservata a prodotti giornalistici in formato audio (podcast, audio-reportage, servizi radiofonici) che affrontano e raccontano temi di attualità con approccio di inchiesta, utilizzando tecniche investigative e un taglio inedito.


 
I FINALISTI

«Buried: The Last Witness»
Dan Ashby, Lucy Taylor
Smoke Trail production, BBC Radio 4
UK | 2024 | 150′

«Lost Cells»
Antoine Harari, Valeria Mazzucchi, Susanne Reber, Grant Hill
Swissinfo.ch, Piz Gloria Productions, Ochenta, Futur Proche
Svizzera | 2025 | 175’

«Re:tour. A Step Away from Gaza»
Michela Chimenti
Lifegate Radio
Italia | 2024 | 103′

«The Minister’s Millions»
Al Jazeera I-Unit
UK, Qatar | 2024 | 118’

«The Shadow of El Dorado: Unearthing Colombia’s Blood Gold»
James Bargent
InSight Crime
Colombia | 2025 | 229′



✪ Vincitore: «Buried – The Last Witness»

«Un progetto di grande impatto, capace di trasformare una complessa questione ambientale in una storia accessibile e profondamente umana. Gli autori hanno portato calore e intimità, guidando gli ascoltatori con empatia e professionalità attraverso l’inchiesta. Tra i maggiori punti di forza figurano una colonna sonora splendidamente composta e un sound design immersivo, che conferiscono al reportage una creatività ambiziosa, quasi operistica, raramente riscontrabile nelle produzioni audio di giornalismo investigativo. La scrittura è altrettanto potente, avvincente e precisa, arricchita da colpi di scena narrativi che coinvolgono il pubblico, con la capacità di mantenere il focus sull’argomento con chiarezza e profondità. Buried si distingue per rigore, solidità e tenuta emotiva. Con un grande equilibrio tra profondità investigativa, maestria narrativa e ambizione artistica, rappresenta il podcasting investigativo al suo meglio.»

AI WATCHDOG PALESTINESI A GAZA

«Con il Watchdog Award, il direttivo di DIG vuole celebrare l’eccellenza nel giornalismo e coloro che incarnano i suoi ideali, la sua missione e la sua resilienza: sumud. Questa edizione di DIG Festival si intitola intenzionalmente “Targets”: un modo per ricordare chi è sotto attacco, chi documenta e chi denuncia. Questo vale in particolare per i giornalisti e per chiunque venga preso di mira per essersi rifiutato di tacere. Secondo dati ONU, 252 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi da quando le bombe hanno cominciato a cadere su Gaza. Più giornalisti sono stati uccisi a Gaza che in entrambe le guerre mondiali, nella guerra del Vietnam, nelle guerre in Jugoslavia e nella guerra in Afghanistan messe insieme. Come mai prima, i giornalisti sono obiettivi deliberati, e le tattiche israeliane sono state ampiamente esposte. Lo scorso anno DIG ha deciso di assegnare il Watchdog Award ai giornalisti palestinesi a Gaza e alla Press House Palestine, un’organizzazione che ha servito da rete di supporto per i lavoratori dei media in Palestina, in particolare durante questa ultima guerra orribile e criminale e il genocidio. Quest’anno insistiamo: questo è un momento senza precedenti, e il messaggio deve essere ribadito. Nessuno incarna i più alti ideali del giornalismo come i giornalisti palestinesi, i watchdog più coraggiosi di tutti. Oggi li celebriamo ancora una volta, nel modo più forte possibile. Il direttivo di DIG dedica il Watchdog Award 2025 ai watchdog palestinesi a Gaza: a coloro che hanno perso la vita al servizio della verità e della giustizia, e a coloro che continuano quella missione. Il premio viene consegnato simbolicamente a Mohammed Abed, giornalista palestinese che lavora per AFP, Agence France-Presse, dal 2003. Abed è stato a Gaza fino al 2024 e ora continua il suo lavoro in esilio e a Jonathan Dagher, responsabile del desk per il Medio Oriente di Reporters Without Borders, la principale organizzazione internazionale che difende la libertà di stampa e le libertà giornalistiche in tutto il mondo. DIG auspica che, tramite loro, il premio possa arrivare quanto prima a Gaza e in una Palestina libera.»

La categoria è riservata esclusivamente a progetti di inchiesta o reportage video in fase di sviluppo o produzione, focalizzati su temi di rilevanza internazionale.


 
I PROGETTI SELEZIONATI

«A Newborn»
di Giovanni Culmone, Matteo Garavoglia

«Deltopia – How the Niger flows»
di Wale Lawal, Lorenzo Bagnoli, Davide Lemmi

«Drowning in Thirst»
di Daniel Yessa


«Missing. Stories of disappearance at Europe’s edge»
di Cecilia Fasciani, Christian Elia, Marta Melina

«24 Strong»
di Rieneke Van Santen, Kristian Van der Heyden

«Tracking Shadow Drone Supply Lines Across Belarus and Russia»
di Alina Yanchur, Marina Dulneva, Igor Kuley

«The Heist of the Century»
di Isabella Balestri, Leo Ferrari, Giorgio Lacroce

«The Ameriguns»
di Gabriele Galimberti, Audrey Gouband

«Out of the Ashes of Minerva»
di Valentina D’Amico, Giacomo Madaro

«The Oligarch’s Book Club»
di Aleksandr Sadikov, Naira Davlashyan, Marta Rodriguez


✪ Vincitore: «A Newborn»

«​​A Newborn soddisfa tutti i requisiti di DIG Festival: giornalismo investigativo, rilevanza internazionale, spirito di indipendenza, originalità del soggetto, audacia del racconto e giovane età del team. Attraverso il percorso di un attivista saharawi imprigionato e torturato, il film indaga il lato oscuro del Marocco e le sue violazioni dei diritti fondamentali. Si tratta di un tema raramente esplorato, soprattutto in un contesto di ampio sostegno internazionale, in particolare europeo, al regno marocchino.»