Imperi generativi. Come le Big Tech costruiscono un futuro da cui progettano di fuggire
DESCRIZIONE
In collaborazione con Lighthouse Reports
Un pugno di miliardari ha stabilito che spetta a loro decidere come sarà il futuro di tutti noi. Musk vuole città su Marte; Bezos, le industrie in orbita; Altman, una superintelligenza capace di porre fine alla scarsità, pur ammonendo che quella stessa intelligenza artificiale potrebbe spazzare via l’umanità. Nel saggio More Everything Forever, eletto libro dell’anno da Scientific American, Science News e The Conversation, il giornalista scientifico e astrofisico Adam Becker smonta queste visioni e ne rivela la convenienza: basta dipingere l’intelligenza artificiale come una minaccia in grado di distruggere il mondo perché chi la produce si accrediti come l’unico attore capace di contenerla, sottraendosi così a ogni forma di scrutinio e pretendendo che gli si affidi, senza vincolo alcuno, il potere che già detiene. Non si tratta di previsioni, ma di pura e semplice ideologia, una che affonda le radici nel longtermismo e in correnti di pensiero che riecheggiano l’eugenetica, e di essa uomini mai eletti si servono per rivendicare il diritto di decidere come debba vivere tutto il resto dell’umanità. Non è più una questione astratta: queste stesse figure siedono ormai al centro del potere. Elon Musk ha trascorso il 2025 a smantellare a colpi di motosega l’apparato federale statunitense dall’interno dell’amministrazione Trump, mentre le aziende tecnologiche vendono cloud, satelliti e intelligenza artificiale a eserciti e forze di polizia, e controllano l’infrastruttura di sorveglianza che pervade la vita quotidiana. Il pericolo reale non è una macchina impazzita o un’IA superintelligente fuori controllo, come spesso ci ripete l’hype che pervade il discorso pubblico attorno alla tecnologia. La vera questione è la concentrazione di potere, ricchezza e dati in poche mani e gli effetti nefasti che essa produce sulla democrazia. E un’ideologia radicalmente incompatibile con la democrazia, quella al centro dello sviluppo dell’IA: ci chiede di consegnare le decisioni collettive sul nostro futuro comune a uomini e imprese che nessuno ha eletto e che nessuno può chiamare a rispondere del proprio operato. Il futuro descritto da questi oligarchi della tecnologia si veste del linguaggio delle soluzioni tecnologiche e smart, ma non è in fondo che una vacua fantasia di potere, nutrita di fantascienza e della loro sconfinata avidità.
Adam Becker è anche protagonista del documentario “Ghost In The Machine”, proiettato a DIG Festival come film Extra. La proiezione, introdotta dalla regista Valerie Veatch e da Adam Becker, è in programma sabato 26/9 alle 20 nella Sala Smeraldo del Cinema Astra.
INFORMAZIONI
- 26 Set 2026
- Evento passato
- 18:00 - 19:30
- Piazza Sant'Agostino
- Largo Sant'Agostino, Modena
- Testo aggiuntivo 1 Ingresso libero fino a esaurimento posti
- Testo aggiuntivo 2 In lingua inglese con traduzione



