DIG AWARD 2024. LA GIURIA VIDEO
Ogni anno, la giuria internazionale dei DIG premia i migliori lavori di giornalismo investigativo e di reportage tra centinaia di candidature, onorando l’eccellenza e il coraggio dei reporter di tutto il mondo.
La giuria dei DIG Awards 2024 accoglie un’ampia gamma di illustri professionisti provenienti da diverse discipline, tra cui il documentario, il giornalismo investigativo, la realtà virtuale e la produzione cinematografica, provenienti da Francia, Svezia, India, Regno Unito e Argentina.
Paul Radu è il Presidente della Giuria dei DIG Awards 2024. È il co-fondatore e Head of Innovation presso l’Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), un’organizzazione che ha avviato nel 2007 insieme a Drew Sullivan. Guida i principali progetti investigativi di OCCRP, pianifica l’espansione regionale dei progetti e sviluppa nuove strategie e tecnologie per svelare il crimine organizzato e la corruzione oltre i confini nazionali. Paul ha avviato e coordinato le indagini della serie di inchieste Laundromat, coniando il termine “laundromat” per definire i grandi veicoli di frode finanziaria utilizzati per riciclare miliardi di dollari. È membro del consiglio della Global Investigative Journalism Network e ha vinto numerosi premi per il suo lavoro, tra cui il Daniel Pearl Award, il Global Shining Light Award e lo European Press Prize. Ha inoltre fatto parte del team dei Panama Papers che ha vinto il Premio Pulitzer per il giornalismo nel 2017. Ha anche scritto o contribuito a manuali e guide digitali tra cui “Against Corruption: a collection of essays,” “The Data Journalism Handbook” e “Follow the Money — A Digital Guide to Tracking Corruption.”

Rivkah Brown è reporter e redattrice per la testata indipendente britannica Novara Media, dove si occupa di una vasta gamma di argomenti, tra cui la crisi degli alloggi, la violenza della polizia, Israele e Palestina. Ex opinionista per il The Independent, Rivkah ha scritto per il Financial Times e The Guardian e ha collaborato con BBC Newsnight e Al Jazeera. È co-fondatrice della testata ebraica di sinistra Vashti Media. [Ph: Tom Trevatt]

Manisha Ganguly è Investigations Correspondent del Guardian e si occupa principalmente di conflitti internazionali e dissidenti. È una giornalista e produttrice di documentari pluripremiata, nota per essere stata una delle pioniere delle indagini open-source (OSI) per denunciare i crimini di guerra. È giudice degli International Emmy® Awards, è stata annoverata da Forbes tra le più interessanti personalità dei media Under 30 e ha vinto per due volte il Premio Amnesty. I suoi documentari per BBC World Service, che indagano sulle violazioni dei diritti umani in Medio Oriente, Nord Africa, Russia e Cina, hanno vinto numerosi premi internazionali e sono stati visti da oltre 300 milioni di persone. Manisha ha anche conseguito un dottorato di ricerca in OSINT, IA e automazione per il giornalismo investigativo, finanziato dall’Università di Westminster.

Marco Nassivera è un europeista convinto. Nato in Francia da genitori italiani, ha lavorato per 30 anni per l’emittente televisiva franco-tedesca ARTE, iniziando come reporter per i telegiornali. Nel 2000 ha creato ARTE Reportage. Dal 2013 al 2023 è stato Direttore delle News e responsabile dei notiziari quotidiani, dei reportage internazionali e dei programmi di geopolitica, inchiesta e documentario dell’emittente. Nel 2023 ha deciso di lasciare ARTE per dedicarsi a progetti personali.

Gabriela Manuli è vicedirettrice del Global Investigative Journalism Network (GIJN), un’associazione di 235 organizzazioni non profit in 89 Paesi che si dedicano al giornalismo investigativo. Nel 2019 ha co-fondato il GIJN Women Group, una rete creata per discutere le questioni relative alle donne e alle giornaliste investigative non binarie. Originaria dell’Argentina (e attualmente residente a Budapest, in Ungheria), è giornalista da oltre 20 anni (lavora per radio, TV, riviste e quotidiani) e vanta una vasta esperienza internazionale in America Latina, Europa e Stati Uniti.

Axel Björklund è il responsabile di Uppdrag granskning (“Missione Inchiesta”), il programma televisivo di giornalismo investigativo più conosciuto di Svezia, seguito da milioni di persone dal 2001. Björklund ha iniziato a lavorare alla SVT – la tv nazionale pubblica – tre anni fa, dopo aver trascorso più di un decennio al quotidiano Dagens Nyheter.

Benedetta Argentieri è una giornalista, scrittrice e regista di documentari italiana. Dal 2014 lavora in Medio Oriente, scrivendo di guerra e concentrandosi sulle donne e le loro lotte. Il suo ultimo film, “The Matchmaker”, è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e ha vinto diversi premi. Tra i suoi documentari ricordiamo “Blooming in the Desert”, “I am the Revolution” e “Our War”. Collabora con pubblicazioni italiane e internazionali. Ha conseguito un master in giornalismo e politica presso la Columbia University di New York.

Mouhssine Ennaimi è un regista e produttore, vincitore di un Emmy Award. È cofondatore e produttore esecutivo della pluripremiata serie di documentari Off The Grid, il programma di punta di TRT World che rivela storie globali attraverso viaggi personali. I suoi documentari d’inchiesta hanno ottenuto riconoscimenti internazionali da premi prestigiosi come DIG (Italia) e AIB (Londra). Mouhssine ha iniziato la sua carriera come corrispondente per organizzazioni giornalistiche francesi e internazionali. Ha vissuto in diversi Paesi, tra cui Sri Lanka, India, Israele, Palestina e Qatar, dove ha raccontato questioni delicate e critiche. Ha oltre 15 anni di esperienza in ambienti ostili e zone di guerra, occupandosi di conflitti, crisi umanitarie e questioni socio-politiche.

Francesco Merini, regista, è laureato in storia dell’arte al DAMS di Bologna. Ha diretto numerosi documentari tra cui La follia degli altri (2018), vincitore del bando MigrArti e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, “L’Orchestra. Claudio Abbado e i musicisti della Mozart” (2014) distribuito in tutto il mondo da Euro Arts di Berlino e “Palestina per principianti” (2012). Ha diretto i cult movie dell’underground bolognese “Paglione” (1999) e “Cavedagne” (2003). I suoi lavori hanno partecipato a decine di festival nazionali e internazionali tra cui Sacher Festival, Torino Film Festival, Al Jazeera Film Festival, FIFA Montreal, Biografilm Festival.

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