DIG AWARDS 2025: LA GIURIA VIDEO
Ogni anno, la giuria internazionale dei DIG premia i migliori lavori di giornalismo investigativo e di reportage tra centinaia di candidature, onorando l’eccellenza e il coraggio dei reporter di tutto il mondo.
La giuria dei DIG Awards 2025 accoglie un’ampia gamma di illustri professionisti provenienti da diverse discipline, tra cui il documentario, il giornalismo investigativo, la realtà virtuale e la produzione cinematografica, provenienti da Canada, Messico, Francia, India, Stati Uniti, Argentina e Italia.

Nato nel 1952, Edwy Plenel è giornalista professionista da quasi cinquant’anni. Nel 1980 entra a far parte de Le Monde, dove rimane per venticinque anni, realizzando diverse inchieste che hanno segnato la storia del giornalismo investigativo in Francia (tra cui l’affaire degli irlandesi di Vincennes, i servizi segreti dell’Eliseo, l’affaire Rainbow Warrior e la strage della grotta di Ouvéa). Diventa direttore del quotidiano, carica che ricopre per un decennio dopo quindici anni di giornalismo sul campo, ma lascia nel 2005 a causa di un disaccordo sulla perdita di indipendenza economica. Dopo un periodo di insegnamento nelle università di Montpellier e Neuchâtel, nel 2008 lancia Mediapart, un giornale completamente digitale e partecipativo che in pochi anni diventa il terzo quotidiano generalista più letto in Francia, in attivo per quattordici anni consecutivi. Mediapart promuove il giornalismo investigativo e d’impatto che ha reso Plenel così noto, in particolare con gli scandali Bettencourt, Cahuzac e Sarkozy-Gaddafi. Edwy Plenel è anche autore di più di trenta libri, tra cui La Troisième équipe (2015) sull’affaire Rainbow Warrior e Tous les films sont politiques (2021) sul cinema di Costa-Gavras.

Hoda Osman è una giornalista investigativa che vive a New York. Collabora con l’associazione Arab Reporters for Investigative Journalism (ARIJ), di cui è Executive editor. Hosman ha lavorato a grandi progetti giornalistici di rilievo internazionale, tra cui il Gaza Project, guidato da Forbidden Stories e focalizzato sul targeting dei giornalisti a Gaza da parte di Israele. Oltre al suo lavoro con ARIJ, Hosman porta avanti progetti indipendenti e ha recentemente collaborato a un documentario di Frontline intitolato Syria After Assad, trascorrendo diverse settimane nel paese.

Manisha Ganguly è corrispondente d’inchiesta e responsabile della sezione forense visiva al The Guardian. È una pioniera delle indagini open-source (OSI) per l’esposizione dei crimini di guerra. Le sue inchieste e i suoi documentari pluripremiati hanno trattato quattro guerre su cinque continenti e sono stati trasmessi a oltre 300 milioni di persone. Ha conseguito il primo dottorato di ricerca sull’impatto dell’OSINT e dell’IA nel giornalismo di crisi. Ha inoltre fatto parte per tre anni della giuria dei News & Documentary Emmy© Awards.

Marco Nassivera è un europeista convinto. Nato in Francia da genitori italiani, ha lavorato per 30 anni per l’emittente televisiva franco-tedesca ARTE, iniziando come reporter per i telegiornali. Nel 2000 ha creato ARTE Reportage. Dal 2013 al 2023 è stato Direttore delle News e responsabile dei notiziari quotidiani, dei reportage internazionali e dei programmi di geopolitica, inchiesta e documentario dell’emittente. Nel 2023 ha deciso di lasciare ARTE per dedicarsi a progetti personali.

Anabel Hernández è la più importante giornalista investigativa messicana, conosciuta per le sue inchieste sul narcotraffico e sulla presunta collusione tra funzionari del governo statunitense e i signori della droga. Ha scritto anche di temi come schiavitù, sfruttamento sessuale e abuso di potere da parte del governo. Ha lavorato per quotidiani nazionali come Reforma, Milenio, El Universal e il suo supplemento investigativo La Revista (ora emeequis). Tra i suoi tanti libri ci sono “La familia presidencial”, “Fin de fiesta en los pinos” e “Los cómplices del presidente”. Nel 2012 è stata insignita della Golden Pen of Freedom dalla World Association of Newspapers and News Publishers.

Gabriela Manuli is Director of Special Projects at the International Press Institute (IPI), a global network of journalists defending media freedom and independent journalism wherever they are threatened. Before that, for over a decade, she was Deputy Director of the Global Investigative Journalism Network (GIJN) and co-founder of GIJN Women. Originally from Argentina and based in Hungary, Manuli has been a journalist for over 20 years.

Axel Björklund è il responsabile di Uppdrag granskning (“Missione Inchiesta”), il programma televisivo di giornalismo investigativo più conosciuto di Svezia, seguito da milioni di persone dal 2001. Björklund ha iniziato a lavorare alla SVT – la tv nazionale pubblica – tre anni fa, dopo aver trascorso più di un decennio al quotidiano Dagens Nyheter.

Ulla Sätereie, presidente della FGJ, l’Associazione Svedese dei Giornalisti Investigativi. È stata docente di giornalismo presso l’Università di Göteborg, Svezia, dove ha ricoperto il ruolo di direttrice di dipartimento (2011-2018) e di coordinatrice del programma internazionale di master in giornalismo investigativo (2019-2025). È stata inoltre membro della giuria del premio svedese Guldspaden.

Fabio Bucciarelli è un fotografo, giornalista e autore italiano, conosciuto a livello internazionale per la sua documentazione di conflitti e crisi umanitarie. La sua fotografia si distingue per un approccio empatico e una visione autoriale che va oltre la semplice testimonianza di momenti storici. Le immagini evocative di Bucciarelli non solo catturano l’esperienza umana, ma coinvolgono gli spettatori a un livello viscerale, stimolando una profonda riflessione sulla complessità del mondo contemporaneo. Riconosciuto come uno dei più influenti fotogiornalisti del nostro tempo, Bucciarelli collabora con le principali piattaforme editoriali, tra cui La Repubblica, Die Zeit e The New York Times, e il suo lavoro ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui la Robert Capa Gold Medal, diversi World Press Photo Awards, il Visa d’Or News, il Lucie Impact Award e il Prix Bayeux- Calvados per i corrispondenti di guerra. Ha inoltre vinto tredici Picture of the Year International Awards, tra cui il titolo di Photographer of the Year nel 2019. Oltre ai suoi riconoscimenti fotografici, Bucciarelli è reporter per Il Fatto Quotidiano dal 2009. Negli ultimi anni ha ampliato il suo ruolo, assumendo anche quello di curatore e direttore artistico: le sue opere vengono esposte in musei, gallerie e fiere internazionali. Dal 2023 è Canon Ambassador.

Sophie Leblond, canadese, è professoressa di cinema a l’École des Médias de l’Université du Québec di Montréal ed è una pluripremiata montatrice cinematografica. Lavora sia nel campo del documentario che in quello della finzione con vari registi come Denis Villeneuve, Philippe Falardeau, Stéphane Lafleur, André-Line Beauparlant, Robert Morin, Kaveh Nabatian e Yung Chang. Attualmente si dedica alla regia del documentario Lhasa, un ritratto della cantante e artista messicana-statunitense Lhasa de Sela.

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