Dal 24 al 28 settembre a Modena torna DIG, il più importante festival europeo dedicato al giornalismo investigativo e di reportage, per la sua undicesima edizione.
Anche quest’anno il cuore dell’evento è rappresentato dai DIG Awards, il concorso internazionale dedicato ai documentari di inchiesta e reportage in formati video e audio.
Alla giuria internazionale capitanata da Edwy Plenel, fondatore e presidente di Mediapart, sarà affidato l’arduo compito di scegliere i vincitori di ciascuna categoria, di cui oggi annunciamo i 30 lavori finalisti.
I vincitori verranno annunciati tramite una cerimonia pubblica che si terrà sabato 27 settembre 2025 a partire dalle 19 in una speciale location nel cuore di DIG Festival.
Ecco le descrizioni brevi delle opere selezionate per i DIG Awards 2025.
CATEGORIA INVESTIGATIVE LONG
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Deserted – Europe’s Deadly Migration Policy, di Philipp Grüll e Erik Häußler (Das Erste/ARD), fa luce sulle pratiche criminali perpetrate contro i migranti dalle forze di sicurezza dell’UE e sui loro effetti catastrofici.
Gaza, realizzato dalla Investigative Unit di Al Jazeera, denuncia i crimini di guerra perpetrati nella Striscia di Gaza grazie all’analisi di foto e video pubblicati online dai soldati israeliani durante l’invasione.
Surviving Syria’s Prisons, di Sasha Joelle Achilli e Sara Obeidat (BBC 2 e PBS Frontline), indaga le sorti di oltre 100.000 siriani scomparsi durante il regime di Bashar al-Assad, durato 13 anni.
The Lundin Case – Silence Every Witness, di Carolina Jemsby e Anna Roxvall (TV4 Sweden), rivela come intrighi di potere e denaro legati all’estrazione petrolifera abbiano avuto conseguenze brutali su migliaia di civili sudanesi.
The Night Won’t End, di Kavitha Chekuru (Al Jazeera English), indaga sugli attacchi ai civili da parte dell’esercito israeliano a Gaza e sul ruolo degli Stati Uniti nella guerra.
CATEGORIA REPORTAGE LONG
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Antidote, di James Jones (Impact Partners, Submarine, Passion Pictures, Bellingcat), narra le barbare persecuzioni cui vengono sottoposti gli attivisti che tentano di svelare le pratiche repressive del regime istituito da Putin.
Green is the New Red, di Anna Recalde Miranda (Mammut Films, Reservoir Docs, Lardux Films), racconta i sanguinosi decenni che portarono alla scomparsa di oltre 1.500 ambientalisti in America Latina, oltre alla feroce appropriazione delle terre tra Paraguay e Brasile da parte delle multinazionali della soia.
Haiti: The Iron Grip of the Gangs, di Catherine Norris Trent e Roméo Langlois (France24), mostra l’influenza economica e militare delle gang sul paese caraibico, dove tre milioni di persone sono ostaggio di una devastante guerra tra bande che sembra non avere fine.
In the Belly of AI, di Henri Poulain (FranceTv), indaga la vorace ascesa dell’intelligenza artificiale e le sue conseguenze disastrose sull’ambiente, sul lavoro e sulle disuguaglianze sociali, mentre le Big Tech si arricchiscono a dismisura.
War on Women: The New Battle for Abortion in America, di Cyril Denvers (FranceTv), mette in luce l’impegno della società civile, di medici, avvocati, volontari e individui determinati a preservare il diritto e l’accesso all’aborto per i propri concittadini in USA.
CATEGORIA INVESTIGATIVE MEDIUM
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Blood Parliament, di Bertram Hill e Peter Murimi (BBC Africa Eye), rivela l’identità dei responsabili dello spargimento di sangue al Parlamento del Kenya nel giugno 2024, quando centinaia di migliaia di manifestanti della ‘Generazione Z’ si radunarono per protestare contro un disegno di legge, trovando la risposta violenta dell’esercito.
Dirty money, cartels and underground banks, di Ben Marino (Financial Times Films), indaga come gli apparati mafiosi cinesi stiano facilitando l’epidemia globale di fentanyl, aiutando i trafficanti di droga a riciclare i proventi delle proprie attività illecite.
The Chilling Story of Serbia’s Human Slaughterhouse, di Matt Sarnecki (OCCRP), smaschera una delle storie di criminalità organizzata più orribili della storia recente: protagonista è una famigerata banda serba colpevole di brutali omicidi favoreggiati dagli alti apparati dello stato.
The Minister’s Millions, di Al Jazeera, ricostruisce come un celebre Ministro del Bangladesh sia stato capace di costruire un impero immobiliare miliardario con uno stipendio di appena tredicimila dollari tra gli USA e il Regno Unito.
The Rare but Debilitating Side Effects of Finasteride for Hair Loss, di Judith Plamondon (CBC/Radio-Canada), svela come un farmaco comunemente usato dagli uomini per rallentare la caduta dei capelli abbia effetti collaterali rari ma gravi, in grado di generare disfunzione sessuale e depressione che durano anche tutta la vita.
CATEGORIA REPORTAGE MEDIUM
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Gaza. Ceasefire, di Chiara Avesani e Paola Vecchia (RAI), racconta la gioia e la disperazione generate dalla breve tregua avvenuta a Gaza tra gennaio e febbraio 2025, attraverso la storie personali di ventenni e trentenni intrappolati nella Striscia.
Hong Kong: Law and Order, di Antoine Védeilhé (Keyi Productions, Arte G.E.I.E, France24), narra come la Cina abbia reso Hong Kong una città distopica in cui la presa di Pechino è assoluta e gli oppositori politici vengono sistematicamente imprigionati o mandati in esilio.
Myanmar: A Country in Ruins, sempre di Antoine Védeilhé (Decoupages, ARTE Reportage), reportage filmato in segreto da un paese chiuso ai giornalisti stranieri: il Myanmar, in guerra civile da quattro anni, devastato da un terremoto il 28 marzo 2025.
Storms to Survive in America, di Mélissa Godin (Al Jazeera), illustra la storia di migrante in fuga da disastri climatici dell’Honduras che accetta un lavoro pericoloso per contribuire a ripristinare le aree degli Stati Uniti devastate dalle tempeste.
Tigray: Rape as a Weapon, di Marianne Getti e Agnès Nabat (ARTE Reportage), narra di come dal 2020 al 2022, mentre le forze del Tigray si scontravano con gli eserciti etiope ed eritreo, un’altra arma, silenziosa e insidiosa, è stata usata: lo stupro, commesso su una scala senza precedenti e quasi inimmaginabile.
CATEGORIA SHORT
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24 Hours in Gaza, di Al Jazeera Arabic, racconta la “giornata tipo” dei Gazawi sotto ai costanti bombardamenti israeliani, tra la disperata di ricerca di cibo al tentativo di mantenere una piccola porta aperta verso il futuro.
How 4 days of revenge took over Syria, di Suzanne Vanhooymissen (CIR, Syrian Archive), esamina come tra il 6 e il 10 marzo 2025 un’ondata di estrema violenza abbia travolto la Siria, utilizzando la verifica incrociata di video e report per spiegare quanto successo.
India’s Opioid Kings, del team di BBC Eye Investigations, smaschera come alcuni dirigenti farmaceutici indiani traggano profitto da una crisi di salute pubblica causata dagli oppioidi in Africa.
Songs from Inside, di Majed Neisi e Emma Ailes (BBC Eye Investigations), utilizza il linguaggio dell’animazione per raccontare la storia vera di tre donne attualmente detenute in una famigerata prigione iraniana, incarcerate dopo aver preso parte alle proteste contro l’obbligo dell’hijab.
The Ransom of War, di Sophie Nivelle-Cardinale (ARTE), documenta lo scambio di prigionieri tra Palestina e Israele avvenuto durante i giorni di tregua a gennaio 2025, e di quali conseguenze questi atti abbiano avuto nei mesi successivi.
CATEGORIA AUDIO & PODCAST
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Buried: The Last Witness, di Dan Ashby e Lucy Taylor (Smoke Trail, BBC Radio 4), smaschera i danni causati dagli scarichi segreti di sostanze tossiche da parte di Monsanto nel Regno Unito.
Lost Cells, di Susanne Reber, Grant Hill, Antoine Harari, Valeria Mazzucchi (Swissinfo.ch), offre un’esplorazione dell’industria delle banche del sangue cordonale, una nuova tendenza che risuona profondamente con le nostre ansie riguardo alla salute, alla tecnologia e al futuro.
Re:tour – Going back to live right next to Gaza, di Michela Chimenti (Lifegate Radio), segue la storia di un’agenzia di viaggi israeliana che offre tour dei siti colpiti dagli attacchi del 7 ottobre, creando una “bolla” narrativa apparentemente impenetrabile.
The Minister’s Millions, di Al Jazeera Investigative Unit, rivela come un ministro bangladese abbia creato il proprio impero personale grazie a investimenti immobiliari effettuati utilizzando denaro sporco nei paesi occidentali.
The Shadow of El Dorado: Unearthing Colombia’s Blood Gold, di James Bargent (InSight Crime), documenta l’impatto devastante del capitalismo selvaggio in Colombia, dove non sono solo i signori della guerra e i gangster ad arricchirsi con l’oro sporco, ma anche le élite politiche e imprenditoriali.
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In vista della prossima edizione, DIG ha lanciato una campagna di crowdfunding da cui dipende la sopravvivenza del Festival.
Per questo è nata la campagna «Watchdogs of the world, unite!», attiva su GoFundme fino alla fine dell’edizione 2025.
È un appello rivolto a chiunque voglia sostenere un giornalismo libero e indipendente, e contribuire a mantenere vivo uno spazio di espressione, denuncia e critica.


