Ogni anno, il Direttivo di DIG Festival assegna il Watchdog Award al progetto giornalistico, o agli individui, che si sono distinti nel sostenere i valori del giornalismo e nel mantenere viva la sua missione.
Nel 2024, questo riconoscimento è stato assegnato ai Press House – Palestine e a tutti i giornalisti palestinesi.
Il Direttivo di Dig è stato unanime in questa decisione e si è commosso, insieme al pubblico, durante la cerimonia di premiazione quando Hekmat Youssef, membro del Board of Directors della Press House, ha potuto connettersi da Gaza.
Durante il suo discorso di accettazione del premio, Hekmat Youssef ha affermato che il giornalismo «non è mai stato solo una trasmissione di notizie o una narrazione di fatti, ma piuttosto è il polso della società, la voce degli oppressi e uno specchio della realtà con tutte le sue contraddizioni e speranze».

«Quello che i giornalisti di Gaza stanno vivendo», ha aggiunto, «non è solo una sfida professionale, ma una lotta quotidiana per la sopravvivenza di fronte a un pericolo costante, e un conflitto continuo tra l’adempimento del loro dovere e la trasmissione della verità e i pericoli che li circondano da ogni direzione».
Il Watchdog Award è stato ricevuto a nome della Palestinian Press House e dei giornalisti palestinesi dal collega Safwat Kahlout, news producer di Al Jazeera. Kahlout ha dichiarato nel suo discorso, che: «I giornalisti di Gaza sono arrabbiati con i loro colleghi internazionali, perché non sono riusciti a fare pressione sui loro governi affinché fornissero protezione ai loro colleghi palestinesi». Da troppi mesi i giornalisti di Gaza vengono massacrati ogni giorno senza che loro facciano nulla, ha aggiunto, mentre sottolineava l’urgenza di fare pressione sui governi per aiutare, sostenere e proteggere i giornalisti palestinesi.
A condurre la consegna del Watchdog Award sono stati la giornalista italiana Laura Silvia Battaglia e Philip Di Salvo, del board di DIG.

Questa la motivazione dell’assegnazione del premio comunicata dal Direttivo di DIG:
«Gaza è il luogo più pericoloso al mondo per i giornalisti. Negli ultimi 12 mesi, l’esercito israeliano ha ferito 190 giornalisti, ne ha arrestati 51 e ne ha uccisi 165, secondo il Sindacato dei giornalisti palestinesi. Come ha dichiarato il 30 gennaio 2024 il capo del Comitato per la protezione dei giornalisti, “la guerra di Israele a Gaza è più mortale per i giornalisti di qualsiasi altra guerra precedente”. Le cause di questa furia sono chiare: senza le parole, i ricordi, le immagini e le voci di questi giornalisti, il mondo non avrebbe visto la portata della distruzione e della violenza inflitta a Gaza. È grazie all’eroismo e al coraggio di questi giornalisti che possiamo vedere la portata della distruzione di Israele nei territori palestinesi occupati. Ecco perché abbiamo deciso di assegnare il premio Watchdog ai giornalisti palestinesi di Gaza e alla Press House di Gaza, un’istituzione mediatica palestinese indipendente e senza scopo di lucro fondata nel gennaio 2013 e deliberatamente presa di mira più volte durante la guerra. Il premio è il nostro segno di solidarietà con il coraggio dei giornalisti palestinesi, una solidarietà che non avrebbe senso senza la richiesta di un cessate il fuoco immediato e la richiesta ai nostri Paesi di interrompere immediatamente l’invio di armi a Israele.»
Qui sotto, il contributo video inviato direttamente da Gaza da Hekmat Youssef, in rappresentanza della Press House – Palestine e dei reporter palestinesi a Gaza:



