La decima edizione di DIG Festival, andata in scena a Modena dal 18 al 22 settembre 2024 aveva come titolo «J’accuse», una scelta che abbiamo fatto per diverse ragioni.
«J’accuse» è un’espressione che indica la necessità di denunciare pubblicamente un’ingiustizia, anche quando farlo è sconveniente o pericoloso. Con il titolo «J’accuse» DIG Festival 2024 ha voluto rendere omaggio al giornalismo indipendente, a chi ha il coraggio di mettere «la verità prima di tutto», a chi prende posizione.
«J’accuse» ricorda a tutti che il ruolo del giornalismo, in quest’epoca di crisi e di guerra, è sempre lo stesso: denunciare l’ingiustizia, anche quando è pericoloso, svantaggioso o sconveniente, perché solo così il giornalismo può salvarsi dalla bancarotta e riportare la politica entro il perimetro della democrazia.
Per questo, la lectio magistralis inaugurale della decima edizione di DIG Festival ha visto come protagonisti Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite nei territori palestinesi occupati, e il giornalista Christian Elia, i quali hanno scelto la locuzione «J’accuse» come titolo per il loro libro con cui invocano la fine del massacro in Palestina.
La lectio di Albanese ed Elia ha aperto il festival, illustrandone i principali temi e le ragioni: denunciare il genocidio del popolo palestinese, il tremendo prezzo pagato dai giornalisti e dalle giornaliste di Gaza e ricordare che il ruolo del giornalismo che vuole davvero essere il “watchdog” del potere è dare il nome alle cose e indicare i responsabili.
Guarda il video integrale della lectio magistralis di Francesca Albanese e Christian Elia:



