Manon Loizeau, nata a Londra nel 1969, è una giornalista e documentarista franco-britannica. Dopo aver iniziato la sua carriera nella carta stampata, si è trasferita a Mosca all’età di 24 anni, dove si è gradualmente dedicata alla realizzazione di documentari. I suoi film esplorano zone di conflitto e territori spesso inaccessibili ai reporter, in particolare la Cecenia, dove ha realizzato Grozny, Chronicle of a Disappearance, un film pluripremiato uscito nel 2004 che ha denunciato le violenze di una guerra a lungo ignorata. Da allora il suo lavoro l’ha portata in Iran, Siria e Yemen, dove ha dato voce alle popolazioni oppresse nonostante la censura. In Iran ha documentato l’impatto delle rivoluzioni arabe sotto il regime di Ahmadinejad, mentre in Siria ha raccolto in segreto le toccanti testimonianze delle vittime di tortura del regime di Assad. Questi film offrono potenti ritratti di resistenza e speranza di persone che, pur subendo l’oppressione, continuano ad aspirare alla libertà. In Silent War (2017), fa luce sulle violenze sessuali subite dalle donne siriane durante la guerra. Il film le è valso, per la seconda volta, il premio dell’Organizzazione Mondiale Contro la Tortura. Manon Loizeau rende omaggio alle vittime e ai testimoni che corrono grandi rischi per far sì che le loro storie vengano ascoltate, sottolineando l’importanza della memoria e della giustizia nei conflitti dimenticati. Il suo lavoro ci ricorda che la resistenza può emergere nelle circostanze più estreme e che queste testimonianze sono fondamentali per sensibilizzare l’opinione pubblica.
🎞️ «Politzek: Voices Defying the Kremlin»
Proiezione del film Reportage Long. Con la regista Manon Loizeau

